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(Teresa Volpato e Madre Teresa)

E
come diceva Madre Teresa…:
“NON IMPORTA QUANTO SI DA’, MA QUANTO
AMORE SI METTE NEL DARE.
Ai Volontari chiedo semplicemente di
venire e di Amare le persone, di usare
le mani per aiutarle ed il Cuore per
Amarle"


Jesolo
2008
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Dove
vivono i malati, i respinti, i
sofferenti, gli incurabili. Dove bussano
alla porta gli ultimi, gli oppressi, i
moribondi. Dove un minuto salva una vita
o può rendere lieve una morte, Teresa
Volpato è testimone della profonda
dignità di ogni essere umano e
dell’amore coraggioso indicato da San
Giovanni con le parole “Figlioli, non
amiamo a parole né con la lingua, ma con
i fatti e nella verità”.
Una
vita dedicata al reparto di
oncoematologia pediatrica di Padova,
dove questa splendida donna, figlia,
sorella, madre degli ultimi ha trovato
da subito la sua strada per donarsi in
piena semplicità agli altri nel corpo e
nell’anima. Donarsi con le mani, la
sofferenza, il sorriso, una carezza, una
parola di conforto.
Da 11
anni è in India presso l’istituto delle
suore di Madre Teresa di Calcutta dove
porta concreto aiuto svolgendo la sua
missione di infermiera, porta la sua
esperienza e il suo amore dove vivono i
poveri…più poveri dei poveri.
L’Associazione ”Unasorossoper…”ha voluto
fare una donazione alle missionarie
della carità per contribuire alle spese
di materiale sanitario.
Teresa
Volpato, nata nel 1936 a Bassano del
Grappa, si è diplomata infermiera
professionale a Padova, dove ha lavorato
per quarant’anni prima nel reparto di
pediatria e poi nel reparto di oncoematologia pediatrica. Ha vissuto
fin dal primo giorno il suo lavoro come
una missione, e ai piccoli che
giungevano in reparto ha dedicato la sua
vita considerandoli tutti figli suoi.
L’ospedale è stato la sua casa e la sua
famiglia, e lì ha speso la sua
intelligenza, la sua
professionalità e le sue grandi doti
umane, fino a quando nel 1996, in
occasione del suo pensionamento, è
partita per un viaggio in India. A
Calcutta ha avuto modo di assistere ad
una Santa Messa alla presenza di Madre
Teresa, Entrata nella chiesa dove si
celebrava l’omelia, Madre Teresa le si è
avvicinata e guardandola negli occhi le
ha detto: “La stavamo aspettando”.
Quell’incontro ha cambiato il corso
della sua esistenza: Teresa Volpato non
è rientrata in Italia, ma ha affidato ad
una lettera indirizzata agli amici più
cari i motivi della sua permanenza a
Calcutta. In India si è fermata per tre
mesi, documentando con molte fotografie
la realtà che incontrava ogni giorno. E’
rientrata nel nostro Paese per rinnovare
i permessi e coinvolgere amici e
conoscenti nella sua nuova missione,
quindi è ripartita. Tutt’oggi lavora
come volontaria con le Missionarie della
Carità di Madre Teresa. La sua è una
presenza indispensabile nella Nirmal
Hriday, la “Casa del cuore puro”
conosciuta anche come la “Casa del
moribondo”, dove trovano rifugio gli
incurabili, un luogo di profonda
sofferenza, ma anche di profondo amore,
dove nel 1986 Giovanni Paolo II volle
incontrare Madre Teresa all’inizio del
suo Pellegrinaggio Apostolico. Vive ogni
suo giorno in questa sorta di “ospedale”
e in parte sulla strada a raccogliere
chi viene abbandonato perché incurabile.
Le donazioni che riceve vengono usate
principalmente per acquistare farmaci e
le attrezzature necessarie
per curare le persone, in parte per
adottare bambini del posto, nutrirli,
vestirli e prendersi cura di loro.
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