Teresa Volpato: esempio di vita vera.

Dove vivono i malati, i respinti, i sofferenti, gli incurabili. Dove bussano alla porta gli ultimi, gli oppressi, i moribondi. Dove un minuto salva una vita o può rendere lieve una morte, Teresa Volpato è testimone della profonda dignità di ogni essere umano e dell’amore coraggioso indicato da San Giovanni con le parole “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità”.

Una vita dedicata al reparto di oncoematologia pediatrica di Padova, dove questa splendida donna, figlia, sorella, madre degli ultimi ha trovato da subito la sua strada per donarsi in piena semplicità agli altri nel corpo e nell’anima. Donarsi con le mani, la sofferenza, il sorriso, una carezza, una parola di conforto.

Da 11 anni è in India presso l’istituto delle suore di Madre Teresa di Calcutta dove porta concreto aiuto svolgendo la sua missione di infermiera, porta la sua esperienza e il suo amore dove vivono i poveri…più poveri dei poveri.

L’Associazione ”Un naso rosso per…” ha voluto fare una donazione alle missionarie della carità per contribuire alle spese di materiale sanitario.

“Non importa quanto si da’, ma quanto amore si mette nel dare. Ai Volontari chiedo semplicemente di venire e di Amare le persone, di usare le mani per aiutarle ed il Cuore per Amarle”

Madre Teresa

Teresa Volpato, nata nel 1936 a Bassano del Grappa, si è diplomata infermiera professionale a Padova, dove ha lavorato per quarant’anni prima nel reparto di pediatria e poi nel reparto di oncoematologia pediatrica. Ha vissuto fin dal primo giorno il suo lavoro come una missione, e ai piccoli che giungevano in reparto ha dedicato la sua vita considerandoli tutti figli suoi. L’ospedale è stato la sua casa e la sua famiglia, e lì ha speso la sua intelligenza, la sua professionalità e le sue grandi doti umane, fino a quando nel 1996, in occasione del suo pensionamento, è partita per un viaggio in India. A Calcutta ha avuto modo di assistere ad una Santa Messa alla presenza di Madre Teresa, Entrata nella chiesa dove si celebrava l’omelia, Madre Teresa le si è avvicinata e guardandola negli occhi le ha detto: “La stavamo aspettando”.

Quell’incontro ha cambiato il corso della sua esistenza: Teresa Volpato non è rientrata in Italia, ma ha affidato ad una lettera indirizzata agli amici più cari i motivi della sua permanenza a Calcutta. In India si è fermata per tre mesi, documentando con molte fotografie la realtà che incontrava ogni giorno. E’ rientrata nel nostro Paese per rinnovare i permessi e coinvolgere amici e conoscenti nella sua nuova missione, quindi è ripartita.

Tutt’oggi lavora come volontaria con le Missionarie della Carità di Madre Teresa. La sua è una presenza indispensabile nella Nirmal Hriday, la “Casa del cuore puro” conosciuta anche come la “Casa del moribondo”, dove trovano rifugio gli incurabili, un luogo di profonda sofferenza, ma anche di profondo amore, dove nel 1986 Giovanni Paolo II volle incontrare Madre Teresa all’inizio del suo Pellegrinaggio Apostolico.

Vive ogni suo giorno in questa sorta di “ospedale” e in parte sulla strada a raccogliere chi viene abbandonato perché incurabile. Le donazioni che riceve vengono usate principalmente per acquistare farmaci e le attrezzature necessarie per curare le persone, in parte per adottare bambini del posto, nutrirli, vestirli e prendersi cura di loro.

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